Collegamenti Interni
Effetti del rumore sull'uomoControllo e riduzione del rumore lavorativo Bonifica acustica Controllo del rumore in ambienti civili Programma di conservazione dell'udito
Come eliminare l’inquinamento acustico
a cura
dell’ing. Gennaro Granito
L’inquinamento acustico è un problema attuale e che dipende
principalmente dalle molteplici attività lavcorative e volluttuarie
della nostra società. A nessuno piace il rumore che, per definizione, è un
suono indesiderato e oltre certi livelli si rileva patogeno e provoca malessere;
occorre quindi controllare e ridurre i livelli di rumore provocati da qualunque
sorgente o attività. A questo scopo negli ultimi anni sono state
sviluppate diverse tecniche di controllo e riduzione del rumore e sono stati
elaborati criteri di tollerabilità, riguardanti i livelli di rumore
accettabili dall’uomo. Apposite leggi hanno imposto il rispetto di
tali criteri. Sono quindi sempre più numerose le persone coinvolte
con problemi di controllo e riduzione del rumore: costruttori di edifici,
ingegneri meccanici ed impiantistici, architetti, urbanisti, ufficiali di
pubblica sanità, igienisti industriali, medici, psicologi del lavoro,
funzionari pubblici che devono emanare leggi, pianificatori del lavoro,
sindacalisti, legali.
Lo scopo di queste brevi note è di passare in rassegna sinteticamente
gli effetti del rumore sull’uomo e di come affrontare i problemi connessi
all’inquinamento acustico.
La difesa dell’ambiente in cui viviamo dal rumore inquinante non è limitato solo agli ambienti di lavoro, ma oggi deve riguardare le abitazioni civili, le aree di svago (ad es. parchi, discoteche), i luoghi di riunione comune (ad es. scuole, auditori), le aree protette e comunque qualsiasi tipo di insediamento.
L’esposizione a rumore può provocare:
1. il danneggiamento, temporaneo o permanente, dell’apparato uditivo;
2. danni che non riguardano direttamente l’orecchio ma il sistema nervoso, endocrino, la psiche.
3. effetti collegati alla vita di relazione, che vanno dalla diminuzione dell'intelligibilità della parola, fino all’impossibilità di comunicazioni verbali, e che comunque aumentano la fatica di chi opera esposto a questi elevati livelli e possono fare insorgere vere e proprie situazioni di pericolo.
I rischi di danneggiamento per coloro che sono esposti a livelli elevati di rumore dipendono da alcuni parametri fondamentali:
- Intensità e caratteristiche del rumore
- Durata dell’esposizione giornaliera ed annuale
- Numero di anni della vita di lavoro in cui è avvenuta l’esposizione
- Caratteristiche fisiche individuali
Negli ambienti lavorativi dove il
livello di rumore è molto elevato,
si ha un aumento dell’assenteismo per malattia, accompagnato da un
calo di rendimento, senza contare i danni uditivi permanenti.
Ma non si deve credere, che solo gli ambienti industriali siano disturbati
da elevati livelli di rumore: si pensi, per esempio, ai grandi uffici
dove sono in funzione contemporaneamente molti computer, stampanti,
telefoni, che producono un elevato livello di rumore di fondo, che sicuramente
non favorisce la concentrazione, affatica ed innervosisce il personale,
rende difficoltose le comunicazioni verbali.
Purtroppo, limitare il rumore e rendere quindi più gradevole l’ambiente in cui si vive e lavora è un aspetto che viene spesso trascurato dai progettisti degli ambienti di lavoro civili ed industriali, perché può sembrare un inutile e costoso “di più”. E’ invece vero il contrario, in quanto migliorando l’ambiente in cui l’uomo soggiorna si migliora la sua qualità di vita e lavoro!
Non si deve dimenticare che in genere i problemi di rumore sono spesso correlati o determinati da problemi di vibrazioni. Le persone sottoposte a livelli di vibrazioni elevati possono soffrire di difetti dell’apparato visivo, perdita di equilibrio e di concentrazione. In alcuni casi vibrazioni di particolare frequenza a livello elevato possono danneggiare permanentemente alcuni organi interni del corpo umano.
Controllo e Riduzione del Rumore lavorativo
Il controllo e riduzione del rumore e delle vibrazioni si affrontano con interventi di questo tipo:
- Interventi sulla sorgente
- Interventi sulla linea di trasmissione
- Interventi tendenti alla protezione del ricevente.
I casi più gravi di inquinamento acustico con un alto indice di rischio per la salute dell’uomo si verificano negli ambienti di lavoro dove si effettuano lavorazioni particolarmente rumorose. In questi casi è necessario verificare i livelli di rumorosità a cui sono esposti gli operatori e, se eccessivi, ridurli conciliando le esigenze fisiologiche, con i problemi economici e di produzione. Il procedimento che si segue in questi casi può essere schematizzato così:
- lo staff dell’Azienda o Ente interessato presenta il problema al consulente iniziando così il programma vero e proprio;
- si esegue un’indagine preliminare sugli operatori e sulle caratteristiche del processo e dell’ambiente in cui operano;
- si stabiliscono i livelli sonori tollerabili, nelle diverse situazioni di lavoro e ambientali per gli operatori in base alle leggi vigenti;
- si definisce il programma di esecuzione delle misure acustiche;
- si effettuano le misure dei livelli di rumore ai posti di lavoro fissi (se necessario misurando anche il livello di rumore equivalente) e per gli operatori mobili si misura la dose di rumore;
- si confrontano i dati rilevati e quelli prefissati come tollerabili.
Se in nessun caso vengono superati i livelli prefissati si procede ala stesura del rapporto finale che viene consegnato ai Responsabili dell’Azienda con allegati i certificati di misure.
Se invece i livelli di rumore superano quelli prefissati come tollerabili bisogna procedere con gli interventi di bonifica acustica:
- si esaminano le possibilità sia tecniche che economiche di interventi sul processo produttivo, sulla sorgente, sull’ambiente, confrontandone i costi finali a carico dell’Azienda;
- si definisce con i responsabili dell’Azienda l’intervento più adatto;
- vengono fissate le specifiche opere e, nel caso non fosse possibile eseguirle in azienda, si richiedono le relative offerte alle ditte specializzate;
- si analizzano le offerte e si commissionano i lavori;
- ad interventi ultimati si esegue il collaudo finale ed il controllo della conformità dei livelli di rumore con quelli prefissati.
Si riportano a titolo di esempio alcuni interventi di bonifica acustica:
- allontanamento dalla sorgente;
- controllo ed isolamento delle vibrazioni;
- individuazione e smorzamento delle superfici vibranti;
- silenziamento degli scarichi gassosi e dei sistemi idraulici;
- silenziamento dei motori;
- realizzazione di cabine acustiche per le macchine e per l’operatore;
- controllo e bilanciamento delle masse rotanti.
Controllo del Rumore in Ambienti Civili
In questi casi il problema da risolvere è quello di avere dei livelli di rumore che siano compatibili con le attività che normalmente vengono svolte negli ambienti interessati, si tratti di ambienti di lavoro, studio o residenziali. I livelli di rumore incompatibili con queste normali attività possono essere generati all’interno dell’ambiente o del fabbricato o possono essere generati dall’esterno. In linea generale un programma di controllo e riduzione del rumore può schematizzarsi nel modo seguente:
- stabilire in base alla destinazione dell’ambiente i livelli di rumorosità;
- rilievo dei livelli esistenti in funzione del tempo;
- individuazione delle fonti di disturbo ed eventuale valutazione dell’inquinamento acustico esterno prodotto dall’esercizio di impianti industriali nelle immediate vicinanze;
- studio di fattibilità per interventi sulle fonti stesse del disturbo e ove questo non sia possibile sugli ambienti da proteggere;
- stesura di specifiche degli interventi e richieste offerte alle ditte specializzate;
- analisi delle offerte e commissioni dei lavori;
- collaudo finale e controllo che i livelli ottenuti siano conformi a quelli prefissati.
Si riportano alcuni esempi di intervento nel settore civile:
- progetto/correzione acustica negli uffici “open-space”,
- ottimizzazione dell'intelligibilità della parola in sale conferenza, aule, luoghi di riunioni,
- silenziamento degli impianti di condizionamento,
- insonorizzazione di luoghi di riposo o degenza,
- progetto di ambienti ad acustica variabile.
Programmi di Conservazione dell’Udito
Con questo termine si indicano una serie di interventi e controlli effettuati sia sugli ambienti di lavoro rumorosi, che sulle persone che vi operano, il cui scopo è quello di conservare l’udito ai dipendenti ed evitare che persone particolarmente sensibili ai rumori subiscano notevoli danni uditivi, psichici e fisici. La necessità di instaurare un programma di conservazione dell’udito sorge quando si verifica che i lavoratori esposti al rumore accusino uno o più disturbi come:
- mal di testa, vertigini e/o disturbi uditivi,
- temporanea diminuzione delle facoltà uditive, che si manifesta con l’effetto di smorzare i suoni e le conversazioni,
- difficoltà di comunicazioni verbali tra i lavoratori esposti al rumore.
Questi sono i segnali di allarme che, uniti alla constatazione che i danni provocati dal rumore possano essere irreversibili e non riparabili con cure mediche, impongono la decisione di procedere ad un programma di conservazione dell’udito.
Tipicamente lo sviluppo di tale programma passa attraverso queste fasi:
1. analisi del rumore a cui sono esposti i lavoratori ( analisi che dovrebbe essere ripetuta annualmente e almeno un mese dopo aver apportato modifiche agli impianti che causino aumenti del livello di rumore),
2. interventi per ridurre il rumore e riportalo nei limiti prefissati,
3. se gli interventi di riduzione sono incompatibili con l’economicità e la produttività dell’impianto si ricorre alle protezioni individuali,
4. controlli audiometrici dei lavoratori e correlazione con la situazione ambientale.
Per quanto riguarda i controlli audiometrici, una volta deciso il programma di conservazione dell’udito, dovrebbero consistere in:
a) una prova audiometrica di preassunzione che viene fatta ai nuovi assunti destinati a lavorare in ambienti rumorosi e anche vecchi impiegati che vengono trasferiti da un’attività ad un’altra più rumorosa. Gli audiogrammi così ottenuti sono importanti sia come riferimento in una storia temporale dell’udito in relazione all’attività lavorativa, che in caso di liti giudiziarie promosse dai lavoratori che hanno lavorato in ambienti rumorosi;
b) prove audiometriche di controllo: servono a controllare l’effetto, sull’udito del lavoratore, dall’esposizione al rumore. Dovrebbero essere fatte almeno 60 giorni dopo l’inizio dell’attività in ambienti rumorosi o comunque dopo 60 giorni dalla prima prova audiometrica. Se si nota un innalzamento della soglia di sensibilità bisognerebbe ripetere la prova dopo un mese, se l’innalzamento persiste vuol dire che i livelli di rumore ambientali anche dopo gli interventi sono ancora troppo elevati ed è necessario usare protezioni individuali o destinare la persona ad altre attività.
c) addestramento del personale preposto al proseguimento del programma.
Queste sono soltanto le linee generali : un programma di conservazione dell’udito viene studiato caso per caso, con la collaborazione di medici audiologi.
- Attività di controllo dei rumori e delle vibrazioni
- Riduzione del rumore industriale alla sorgente
- Manutenzione preventiva delle macchine rotanti
- Protezione contro i rumori impulsivi ed impattivi
- Identificazione della sorgente di rumore
- Misure di acustica industriale e vibrazioni
- Attenuatori attivi del rumore per impianti di condizionamento
- Previsione del livello di rumorosità di impianti industriali tramite simulazione computerizzata
- Riduzione delle vibrazioni delle macchine
- Protezioni di apparecchiature scientifiche dalle vibrazioni
- Consulenza tecnico-legale sui danni da rumore
- Igiene e sicurezza degli ambienti di
lavoro (mappe del rumore, verifica della dose di rumore, controlli
audiometrici sulle persone esposte).
