Collegamenti Interni
Cos'è il suono? Che è il decibel? E gli Hz cosa sono? Strumentazione e metodologia per la misura del rumore Misuratori di livello sonoro Analizzatori di spettro sonoro
La Fisica di suoni e rumori
a cura di Luca Del Bo, bioingegnere presso
Del Bo
Tecnologia per l’Ascolto
Il suono può essere definito come una variazione della pressione udibile dall’orecchio umano. Il suono si muove con un movimento di particelle (onda sonora) simile al movimento delle onde sulla superficie dell’acqua che di fatto sposta di molto poco l’acqua. A seconda del tipo di mezzo in cui si muove, il suono si propaga a diverse velocità. In aria, ha una velocità di circa 340 m/s, mentre la velocità di propagazione nell’acqua è di 1500 m/s e 5000 m/s nell’acciaio.
Le variazioni di pressione sonora si misurano, come
la pressione atmosferica, in frazioni di Pascal; le pressioni sonore udibili
sono molto piccole e sono comprese tra i circa 20 Pa (pari a 20x10-6
Pa) e 100Pa.
Il valore di 20 Pa corrispondono alla soglia di udito normale.
Una pressione sonora 1 milione di volte più forte della soglia uditiva
(100Pa) è tale da provocare dolore (soglia del dolore).
Da cio si comprende come tra soglia uditiva e soglia del massimo
dolore ci siano numeri assai poco utilizzabili (da 1 a 1 milione!).
Quindi è sicuramente
più pratico esprimere i livelli del suono come un rapporto logaritmico
tra il valore misurato e il valore di riferimento. Questo rapporto logaritmico è chiamato
decibel o dB. Quindi 0dB ( 20 Pa) corrispondono alla soglia di
udibilità, 130 dB (circa 100 Pa) sono la soglia del dolore.
Il suono è una variazione di pressione che può essere
percepita dall’orecchio umano. Il secondo parametro dopo il dB che
definisce il suono è la sua frequenza misurata in Hertz (Hz). L’udito
normale di una persona giovane ed in buona salute rientra in una
gamma da circa 20Hz (suono grave) a 20000Hz (20kHz pari ad un fischio
acutissimo).
In termini di livello di pressione sonora, la gamma udibile è compresa
tra la soglia di udibilità a 0dB e la soglia del dolore a 130dB.
Se un aumento di 6dB significa un raddoppiamento della pressione sonora,
si richiede almeno un incremento di 8-10dB, prima che il suono sia percepito
oggettivamente più forte. Similmente la variazione più piccola
percepibile dall’orecchio è di circa 1dB.
Strumentazione e Metodologia per la Misura del Rumore
La misura dei suoni e dei rumori viene effettuata con metodologie e strumenti differenti in relazione ai risultati che si desidera conseguire. Del suono, infatti, è possibile eseguire un’analisi quantitativa per mezzo di uno strumento chiamato fonometro o un’analisi qualitativa con l’ausilio di un analizzatore di spettro. Come analisi quantitativa si intende la misura del livello sonoro globale ottenuta sommando l’apporto di tutte le frequenze udibili tramite un’eventuale filtro di pesatura. Con l’analisi qualitativa è invece possibile valutare le singole componenti del suono che viene in questo caso scomposto dall’analizzatore di spettro in ottave o frazioni di ottava.
Il misuratore di livello
sonoro o fonometro è lo strumento base
per le indagini acustiche. Lo schema a blocchi del fonometro è composto
da un microfono che trasforma le onde di pressione sonora in segnale
elettrico, da un amplificatore, che aumenta il livello del segnale
in uscita dal microfono, da una rete di ponderazione per eventuali pesature
del segnale sonoro in ingresso, da un attenuatore tarato in decibel e da
un sistema indicatore comprensivo del dispositivo RMS per la visualizzazione
numerica del livello sonoro misurato.
La caratteristica principale di un microfono da misura è la linearità della
risposta in frequenza, la capacità cioè di trasdurre con
uguale sensibilità segnali sonori compresi tra 16 e 20.000Hz.
Un altro parametro del microfono è la direttività che consente
di attenuare gli stimoli sonori provenienti da posizioni diverse da quella
frontale. La direttività varia in funzione della frequenza del segnale
sonoro.
L’amplificatore deve amplificare il segnale in uscita dal microfono
senza alterarne in alcun modo le caratteristiche; inoltre deve mantenere
costante il livello di amplificazione, condizione indispensabile per la
precisione e la stabilità di misura nel tempo. Il rumore generato
dai circuiti di amplificazione deve risultare trascurabile rispetto
al livello sonoro del segnale in esame.
Il segnale sonoro amplificato viene quindi inviato alla rete di ponderazione
che provvede ad assegnare valori di pesatura differenti in funzione
della composizione spettrale del segnale sonoro. La curva di ponderazione
più diffusa è la
A, seguita dalla B e infine dalla C. Le misure ponderate vengono indicate
dalla lettera relativa tra parentesi (es dB(A)). Il livello sonoro viene
visualizzato dall’indicatore che può essere di tipo tradizionale
a lancetta o a indicatore numerico. La misura in dB è espressa in
funzione della pressione sonora di riferimento pari a 20 Pa. normalmente
gli indicatori sono dotati di tre costanti di tempo e misura: la costante “veloce” pari
ad 1/8 secondi, la costante “lenta” pari ad 1 secondo e la
costante “impulso” per la lettura di segnali sonori di tipo
impulsivo o comunque rapidamente variabili. Nelle indagini fonometriche
viene di norma impiegata la costante di tempo “veloce”. I fonometri
possono essere dotati di integratore in grado di sommare (integrare) la
pressione sonora captata dal microfono per poi dividerla per il tempo di
misura stesso; in altre parole l’integratore effettua una media dei
livelli sonori nell’intervallo di tempo. in questo caso la misura
viene espressa in dB di Livello equivalente (Leq); il Leq viene correttamente
impiegato nelle misure di rumore urbano per intervalli di tempo variabili
dai pochi minuti all’ora e comunque in tutti i casi in cui sia necessario
valutare i livelli sonori variabili nel tempo. Alla famiglia dei fonometri
integratori appartengono pure i dosimetri, strumenti in grado di integrare
i livelli sonori ricevuti su intervalli di 8 o più ore. Il dosimetro
fornisce una misura in percentuale di esposizione al rumore riferita
al livello giornaliero massimo ammesso dalle Legislazioni del Lavoro.
Per questo motivo il dosimetro trova applicazione nel mondo del lavoro
per la tutela uditiva di soggetti esposti professionalmente al rumore.
Analizzatori di Spettro Sonoro
Per mezzo degli analizzatori di spettro sonoro è possibile
effettuare l’analisi in frequenza del suono. Di norma gli analizzatori
di spettro sono costituiti da un fonometro e da una serie di filtri con
larghezza di banda pari ad un’ottava o a frazioni di un’ottava.
Tramite i filtri si esegue la scansione dell’intero spettro sonoro
valutando i livelli sonori di ciascuna frequenza analizzata dai filtri;
nelle analisi a ottave, per esempio si utilizzano 11 filtri con frequenza
di controbanda compresa tra 16 e 16000Hz, per l’analisi a terzi d'ottava
si effettuano invece con un numero triplo di filtri. La precisione di valutazione è funzione
del numero di filtri impiegato, le analisi a terzi d'ottava garantiscono
una precisione di misura maggiore di quelle a ottave, ma inferiore
rispetto a quelle eseguite con filtri a dodicesimi di ottava.
Sia l'analisi in frequenza che la valutazione dei livelli sonori
e le successive elaborazioni vengono eseguite da fonometri digitali
classificati in classi in funzione della accuretezza di misura.
