Il danno da rumore.

(Articolo “I danni del rumore” del prof.Massimo Del Bo, Direttore dell’Ist. di Audiologia dell’Università di Milano, apparso su “Sanità Telex, il rotocalco medico” n.122 del Gennaio 1987).

Il rumore è indispensabile alla vita dell’uomo; il bambino nei primi anni di vita deve essere circondato da suoni e rumori al fine di poter acquisire il linguaggio e strutturare le percezioni; l’organo deputato alla trasformazione dell’energia è l’orecchio.
L’udito è indispensabile alla comunicazione verbale ed è l’unico organo di senso che sia in costante rapporto con l’ambiente che ci circonda: durante il sonno chiudiamo gli occhi, ma non possiamo chiudere gli orecchi.
esistono due tipi di rumore nocivi all’uomo:

  • un primo tipo che non lede l’orecchio, ma che agisce sul sistema nervoso (danno extrauditivo);
  • un secondo tipo che lede l’orecchio e facilmente altri organi e strutture del nostro corpo (danno uditivo).

Danno extrauditivo da rumore

Circa il primo tipo di rumore, non lesivo all’orecchio, le circostanze, lo stato d’animo, le condizioni di salute, ecc. possono rendere gradito o sgradito un suono.
Il pianto del neonato è oltremodo gradito alla madre nei primi giorni di vita e sgradito alla madre stessa nei periodi successivi, soprattutto durante le ore notturne; il rumore di una motocicletta può essere gradito a chi guida, ma non al passante. Gli esempi possono essere numerosissimi; in questi casi non esistono a livello auricolare lesioni anatomiche o funzionali, ma la stimolazione inopportuna del senso dell’udito può agire negativamente sulla sfera psichica in modo tale da determinare reazioni di diverso tipo, fisiologiche o patologiche, a seconda degli individui.

Gli effetti extrauditivi si possono distinguere in somatici e psicologici. Gli apparati somatici che possono essere interessati dal rumore sono. cardiocircolatorio, respiratorio, gastrointestinale, endocrino, nervoso.

  • Apparato circolatorio: il rumore determina una vasocostrizione periferica (arteriole e capillari), aumento delle resistenze periferiche, riduzione dell’ampiezza del polso a parità di frequenza, diminuzione della gittata cardiaca, tachicardia ed extrasistole. Non sono state riscontrate alterazioni ECG nei soggetti sani, mentre nei portatori di turbe del circolo coronarico sono state descritte, dopo una esposizione ad un rumore di 90dB per una durata di 10minuti, alterazioni della fase di ripolarizzazione analoghe a quelle registrabili dopo una prova di sforzo (Maugeri). Numerosi Autori riferiscono un aumento dell’incidenza di ipertensione, arterosclerosi, infarto miocardico.
  • Apparato respiratorio: con una intensità di 90dB si è potuto osservare un aumento della frequenza respiratoria con riduzione significativa del volume corrente, quindi un significativo affaticamento. Dopo la cessazione dello stimolo si osserva un aumento della profondità degli atti respiratori con diminuzione della frequenza.
  • Apparato gastrointestinale: è stato dimostrato sperimentalmente che si ha un aumento della secrezione acida che induce gastriti, coliti, ulcera gastrica e duodenale. Si constatano pure alterazioni della motilità gastrica con aerofagia, spasmi, diarrea, stipsi.
  • Sistema endocrino: si è osservato sperimentalmente che ipofisi, surrene, tiroide, pancreas subiscono un’esagerata stimolazione.
  • Sistema nervoso: con la registrazione EEG è possibile evidenziare un rallentamento dei ritmi, alterata elettrogenesi e a 115dB il tracciato è paragonabile e a quello che si rileva durante una crisi epilettica. Si sono osservati anche riduzione dei riflessi e della memoria di fissazione.

Danno uditivo da rumore

Il secondo tipo di rumore si riferisce a quello traumatizzante, responsabile di danni funzionali od anatomici dell’orecchio.
Attenendoci ai concetti classici il rumore è dannoso particolarmente quando supera l’intensità di 90dB ed abbia una durata di 400 millisecondi. Tale intensità, anche superiore, si può trovare in alcune fabbriche e nelle discoteche.

Sotto il profilo audiometrico il trauma acustico si caratterizza per la presenza di un danno sulla frequenza di 4000Hz agli inizi che col tempo, persistendo le condizioni traumatizzanti, coinvolge le frequenze adiacenti. Generalmente la forma è bilaterale e simmetrica, tipicamente percettiva, a sede nettamente cocleare.
Col persistere delle condizioni responsabili del danno cocleare, oltre al 4000, vengono coinvolte le frequenze adiacenti e successivamente l’8000 ed i 2000Hz ed infine anche i 1000Hz.
Il paziente ovviamente si renderà conto del deficit uditivo quando sono colpite le frequenze utili alla conversazione e cioè 2000, 1000 e 500Hz. L’intelligibilità della parola con l’interessamento di 2000Hz viene coinvolta, per cui iniziano ad essere compromessi i rapporti sociali.

Alla sordità ingravescente si possono spesso associare ronzii (acufeni e iperacusia) , la cui incidenza varia da Autore ad Autore: dal 4,6% si passa ad oltre il 50%.
I fattori che influenzano la variazione della soglia uditiva sono molteplici, quali la frequenza del rumore (i 2 e i 4 kHz sono più dannosi di altri), il livello sonoro, la durata dell’esposizione, il ritmo del rumore, le vibrazioni che al rumore stesso si accompagnano, ecc.
Certo è che, pur non essendosi ancora stabilita la reazione tra i due fattori, l’intensità ed il tempo di esposizione rappresentano i parametri più importanti tra quelli responsabili del danno cocleare.
Un fattore di essenziale importanza è rappresentato pure dalla sensibilità individuale.
Il sesso femminile forse è più resistente di quello maschile al trauma sonoro, ma non esiste una documentazione sufficientemente valida, forse, come fa notare Sulkowki, la diversità tra i due sessi si potrebbe ridurre al maggior assenteismo dall’ambiente di lavoro della donna (gravidanze, ecc.) nei confronti dell’uomo.

Il rumore e il rispetto per gli altri

Come già detto, non può naturalmente essere tralasciato un altro aspetto determinante: l’aspetto umano. Esso si identifica nel rispetto che ogni uomo deve avere per se stesso e nei confronti degli altri, nell’educazione che deve regolare ogni attività svolta. Anche se su questo argomento non è possibile trovare relatori, ma in fondo è anche inutile cercarli , poiché ognuno sa perfettamente quel che è bene e male per se stesso e per gli altri.